PROSTATA, LA GRANDE IMPORTANZA DI UNA PICCOLA GHIANDOLA

I problemi comuni legati alla prostata e affrontati con l'utilizzo di fitoterapici

15 aprile 2021 Da
Dott.ssa Zora Del Buono

Le infezioni della Prostata, ghiandola maschile situata fra la parte inferiore della vescica e la parete intestinale, sono comunemente dette prostatiti, frequenti nell’uomo a partire dalla pubertà. Sono causate da germi derivati da focolai infetti dell’apparato urinario o genitale ma possono arrivare anche da altri punti dell’organismo. Nella forma acuta i sintomi caratteristici sono febbre, dolori al perineo e, durante la minzione, bruciori uretrali, emissione abbondante di secreto biancastro, coito doloroso, disturbi della minzione. La forma cronica si presenta solitamente dopo i 50 anni ed è una conseguenza di forme acute non curate adeguatamente. Può anche derivare da continui traumi al perineo dovuti ad alcuni tipi di discipline sportive (equitazione, ciclismo) oppure da eccessi alcolici, stipsi cronica, problemi posturali o emorroidi. I sintomi della forma cronica sono più sfumati ed emergono quelli più generali come ad esempio stanchezza, inappetenza e dimagrimento.

L’ipertrofia Prostatica benigna è invece in assoluto il problema che con maggiore frequenza colpisce il sesso maschile. Dopo i 40 anni un uomo su 4 denuncia un ingrossamento della prostata. L’ipertrofia prostatica benigna consiste nell’ingrossamento progressivo, di natura del tutto benigna, della prostata. I sintomi irritativi sono i primi a comparire, causati dalla pressione che la prostata ingrossata esercita sulla vescica. I più frequenti sono: necessità di urinare spesso, soprattutto di notte; stimolo impellente di urinare che non si riesce a trattenere, con perdita involontaria di gocce di urina o incontinenza vera e propria, quando il bisogno di urinare non è soddisfatto. I sintomi ostruttivi, più tardivi, sono causati dal restringimento del condotto uretrale, che si verifica quando aumentano le dimensioni della prostata. I più comuni sono: diminuzione della pressione del getto dell’urina; urina intermittente (che viene emessa, cioè, a più riprese); fuoriuscita di qualche goccia di urina dopo la minzione; sensazione di non aver espulso l’urina fino in fondo. Alcuni uomini iniziano a sperimentare incontinenza urinaria, da vescica iperattiva. Il disagio psicologico che deriva dalla continua tensione causata dell’ipertrofia prostatica può causare problemi d’impotenza o di eiaculazione precoce. 

A questi sintomi possono seguire alcune complicazioni: se infatti l’uretra si occlude del tutto, è necessario ricorrere a un catetere per svuotare la vescica. Inoltre, poiché la vescica è costretta a una sorta di superlavoro per espellere l’urina, si può indebolire e questo a volte crea, al suo interno, ristagni di urina, che possono favorire la comparsa di problemi infettivi.

La Fitoterapia ha un ruolo di tutto rispetto nel trattamento delle fasi precoci dell’ipertrofia prostatica (stadio I e II) e delle prostatiti. L'enzima 5-alfa reduttasi che trasforma il testosterone nella forma attiva Diidrotestosterone è molto concentrato nella prostata. Se prodotto in eccesso, il diidrotestosterone, in virtù del suo forte potere androgeno, favorisce la comparsa di ipertrofia prostatica. Da qui l'utilizzo di farmaci capaci di bloccare l'enzima 5-alfa-reduttasi, di derivazione fitoterapica (come la Serenoa) o di sintesi (come la finasteride), nel trattamento di queste condizioni. I meccanismi d’azione proposti per spiegare gli effetti terapeutici delle droghe vegetali nell’ipertrofia prostatica benigna comprendono: azione antinfiammatoria, (Serenoa e Polline), inibizione della 5alfa-reduttasi (Semi di zucca e Serenoa), e della aromatasi, (Urtica Dioica), enzimi coinvolti nella patogenesi del problema, azione antiossidante ed antiproliferativa (Serenoa), ed infine azione diuretica (Equiseto, Ortica ed Uva ursina). Sulla base degli studi farmacologici, la Serenoa repens è risultata agire con i suoi diversi meccanismi d’azione se somministrata in stadio I o II senza ridurre la libido.

L’Integratore alimentare a base di estratti vegetali Prostvin agisce grazie alla sinergia fra Ortica e Serenoa, semi di Zucca e Polline, che favoriscono la funzionalità della prostata, ed estratti di Equiseto ed Uva ursina, utili per la funzionalità delle vie urinarie. La modalità d'uso prevede l’assunzione di 2 compresse 2 volte al giorno preferibilmente lontano dai pasti. Nella IPERTROFIA PROSTATICA potrà essere associato con Sequoia Fitoblasto, gemmoderivato utile per tessuti molto sclerotizzati, 25-35 gocce in un grande bicchiere di acqua da sorseggiare prima dei pasti 2 volte al dì, o di Aesculus Fitoblasto con le stesse modalità, in caso di forte congestione. La terapia dovrebbe durare tre- sei mesi.

In caso di Prostatiti, con o senza ipertrofia prostatica benigna, l’azione diuretica, antinfiammatoria e decongestionante del Prostvin sarà adeguata, e potrà essere utilmente associata all’Immunvin Erbenobili, integratore alimentare a base di Echinacea, Vitamina C e B12, acido folico e Zinco, che favoriscono le naturali difese dell'organismo, con Vitamina E che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Studi scientifici hanno rilevato che le alterazioni dell’omeostasi dello zinco nel tessuto prostatico possano essere coinvolte nello sviluppo di patologie quali l’ipertrofia prostatica e il cancro prostatico.

La presenza nella formula del Maitake ES (Grifola frondosa) sporoforo, è particolarmente interessante, poichè ne sono state dimostrate le capacità, grazie alla elevata concentrazione di ergothioneina, di agire come antiossidante prostatico e di prevenire eventuali evoluzioni tumorali.  Le modalità d'uso prevedono l’assunzione di 20 - 30 gocce, 2-6 volte al giorno preferibilmente al mattino e nel primo pomeriggio per 6 settimane. Eventualmente ripetere un secondo ciclo dopo un mese di sosta.